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giovedì 22 maggio 2014

La mossa segreta di Renzi dopo la sconfitta alle Europee, è già tutto deciso!

Matteo Renzi, quando il 17 marzo di quest'anno si è presentato dalla Cancelliera Merkel, nervoso come uno scolaretto, ha garantito, a nome di tutto il Paese (con che legittimità??), che "Noi rispettiamo tutti i limiti che ci siamo dati, a partire dai limiti del Trattato di Maastricht. Quindi l'Italia non chiede di sforare i limiti di Maastricht. L'Italia non vuole cambiare le regole, dando il messaggio che le regole sono regole cattive, che vengono da qualcuno fuori da noiLe regole ce le siamo date noi, insieme, e le regole sono importanti.". Tra queste famose regole, come saprete, oltre al Fiscal Compact, ci sono il vincolo del 3% per il rapporto deficit-PIL e il pareggio di bilancio, che è stato addirittura inserito in Costituzione con la legge n.1 del 20 aprile 2012. Il rispetto di queste regole comporta quindi inevitabilmente che ogni maggiore spesa dello Stato debba trovare copertura in maggiori tasse o eventuali tagli ad altre voci della spesa stessa.

L'intera campagna elettorale del PD in vista delle europee, come avrete certamente notato, si è imperniata totalmente sugli ormai famosi 80 euro, dietro cui il Partito cosiddetto Democratico si è rifugiato ogniqualvolta qualche "gufo" ha posto una qualunque perplessità sull'operato del governo Renzi. Ma alla luce di quanto appena detto sopra, è importante capire che gli 80 euro non sono un merito del governo Renzi, che non ha trovato questi soldi da nuova crescita o da maggior efficienza dello Stato (è ormai nota ad esempio la legge truffa sulle Province, che non le abolisce, ma le rende semplicemente non elettive, con conseguente risparmio nullo per la collettività e ulteriore deficit di democrazia), bensì dovrà appunto reperirli da nuove tasse (per esempio dall'aumento della Tasi) e da tagli alla spesa pubblica (per esempio gli enti locali dovranno tagliare gran parte delle loro spese, tra cui quelle per la sanità). 

Oltretutto, sempre per lo stesso motivo, si deve tener conto che tale manovra non porterà alcun beneficio alla nostra economia e ai consumi, se non in misura ridicola. E' chiaro infatti che se con una mano distribuisci gli 80 euro, ma con l'altra te li riprendi per mezzo di tasse e tagli alla spesa, alla fine il saldo resta nullo. Quindi niente rilancio dei consumi e niente crescita economica, come del resto ci ricordano anche le ultime stime sulla crescita del PIL nel 2014 (+0,6% secondo il FMI, che negli ultimi anni si è dimostrato sempre di manica larga nelle sue previsioni). Allora l'obiettivo, evidentemente, non può essere quello di rilanciare l'economia, e ne è dimostrazione ulteriore il fatto che non si tratta di un progetto di lungo periodo, bensì di un bonus una tantum previsto unicamente per il 2014. Allo stesso modo l'obiettivo perseguito dal governo per mezzo dell'erogazione del bonus non può tantomeno essere quello di promuovere la giustizia sociale, altrimenti i beneficiari di questa prima manovra di governo sarebbero dovuti essere quelli che un lavoro non ce l'hanno mai avuto e quelli che non ce l'hanno più, quelli che non riescono ad arrivare alla fine del mese, non certo i "fortunati" che perlomeno un lavoro ce l'hanno.

A ben vedere allora l'unico vero obiettivo che il governo Renzi può perseguire per mezzo degli 80 euro è quello di proporre un voto di scambio a ben 10 milioni di italiani, per paura di una sempre più probabile figuraccia alle urne. Ciò è chiaro per almeno tre ragioni, oltre a quella, già vista poco più su, per cui la manovra non è concretamente in grado di raggiungere nessun risultato dal punto di vista della ripresa economica. In primo luogo si deve tener presente che il ceto beneficiario del bonus in busta paga, ovvero i lavoratori subordinati con un reddito tra gli 8000 e i 25000 euro annui, è proprio quel bacino elettorale tradizionalmente del PD. Renzi cerca quindi di fugare eventuali dubbi del suo elettorato con qualche soldino in più in busta paga. In secondo luogo ricordiamo che il bonus, come anticipato prima, è tutt'altro che strutturale, in quanto già quest'anno le coperture sono ambigue e comunque dovranno essere confermate nella legge di stabilità di ottobre, mentre per gli anni successivi non c'è neppure una bozza di copertura. Va da sè che ciò rende il bonus un mero incentivo al voto, quindi una mancetta o voto di scambio che dir si voglia, piuttosto che una riforma seria e rivoluzionaria. Da ultimo, la terza e forse più importante ragione che ci porta a concludere che gli 80 euro sono puro e semplice voto di scambio riguarda la data scelta dal governo Renzi per la prima erogazione del bonus ai lavoratori: il 27 maggio, solo due giorni dopo quel voto alle europee che il PD sembra tanto temere.

Inizialmente ci sembrava che la scelta di una data successiva al 25 maggio, per l'erogazione dei primi 80 euro, potesse essere un'occasione sprecata per Renzi, dato che lo esponeva comunque alle critiche di chi sostiene che in realtà quei soldi non arriveranno mai in busta paga, ma ben presto ci siamo resi conto che ci sbagliavamo. In realtà questa scelta ha un enorme vantaggio. Mentre da un lato infatti Renzi ha potuto comunque sfruttare gli 80 euro come cavallo di battaglia durante tutta la campagna elettorale pre-europee, dall'altro lato lo stesso Presidente del Consiglio sa benissimo che il suo è un governo fragile, perchè non eletto da nessuno, e quindi un riscontro negativo alle europee, che sembra sempre più probabile, ne causerebbe direttamente una crisi di legittimità. Il popolo dimostrerebbe cioè che il governo che gli è stato imposto dall'alto non lo rappresenta, e sarebbe sicuramente legittimo, oltre che auspicabile (se ancora siamo in democrazia), chiedere a gran voce nuove elezioni politiche. Del resto il Movimento 5 stelle ha già annunciato che chiederà le dimissioni di Napolitano, garante fino allo sfinimento delle disastrose larghe intese, e lo scioglimento delle Camere subito dopo l'eventuale vittoria alle europee. 

Prima di analizzare più approfonditamente la strategia dell'eventuale post-sconfitta di Renzi, ci sembra però doveroso aprire una breve parentesi per rispondere a tutti coloro che ribattono che elezioni politiche ed elezioni europee non hanno nulla a che vedere le une con le altre, e che quindi un'eventuale vittoria del M5S non inficerebbe minimamente la legittimità del governo Renzi. Fiano, deputato PD, afferma che nella nostra Costituzione (talmente bella che cercano in tutti i modi di smantellarla) non c'è nemmeno un articolo in cui si sostiene che il Presidente del Consiglio debba essere eletto dal popolo tramite elezioni. La nostra, del resto, è una Repubblica parlamentare. Benissimo, però ci sono un paio di dettagli che sfuggono al nostro Fiano, come ad esempio il fatto che questo è ormai il terzo governo scelto dalla Merkel e dai mercati, a cui la maggioranza parlamentare ha dato la propria fiducia non per il bene del popolo italiano, ma per mero servilismo verso i poteri finanziari di cui questi sono portavoce. E ciò a prescindere dalla Costituzione, è un dato di fatto su cui siamo chiamati a ragionare, come cittadini italiani. Ma se a qualcuno non dovesse bastare, ricordiamo un altro dettaglio che non va trascurato, ovvero quelle sentenze di Corte Costituzione e Corte di Cassazione che dichiarano la palese illegittimità, oltre che del Porcellum, dell'intero Parlamento eletto con quella legge. Insomma, lo scioglimento delle Camere, secondo la Suprema Corte, sarebbe auspicabile a prescindere dalle elezioni europee, figuriamoci poi se il popolo si pronuncerà a favore di una forza politica che non fa parte delle larghe intese di governo! 

Ma torniamo ai nostri 80 euro. Concedere il bonus il 27 di maggio, a distanza di solo due giorni dalle elezioni, consentirà a tutti i media di dare risalto esclusivamente alla concessione del bonus e di mettere in secondo piano l'importanza del voto alle europee in caso di sconfitta del PD. Basti pensare che i giornali potranno pubblicare i risultati definitivi degli scrutini elettorali proprio il 27 maggio, in concomitanza quindi con l'erogazione degli 80 euro. In questo modo Renzi spera di rabbonire gran parte dell'opinione pubblica, cercando di metterla contro quegli stessi "gufi" che fino a poco prima avevano posto dubbi sulle coperture e che ora pretenderebbero nuove elezioni. In sostanza, in virtù di una promessa finalmente mantenuta, si cercherà di delegittimare chiunque proverà a pretendere che il voto alle europee porti allo scioglimento delle Camere e a nuove elezioni. "Renzi ha appena iniziato, ha dimostrato di fare quello che dice, lasciatelo lavorare ancora, dategli fiducia, 80 giorni sono pochi" eccecc... Riuscite a immaginarvelo? Noi sì!

Il 27 maggio, comunque vada il voto delle europee, TV e giornali ci bombarderanno di elogi verso il governo Renzi, prepariamoci e soprattutto cerchiamo di restare lucidi.  Come abbiamo visto si tratta di un bonus una tantum che non avrà alcun effetto sulla crescita e che non deriva da meriti del nuovo Presidente del Consiglio, ma semplicemente da nuove tasse e da tagli a servizi essenziali. Quindi non c'è alcun motivo per cui il governo Renzi dovrebbe essere rivalutato in seguito all'erogazione degli 80 euro, anzi, per tutti coloro che non li riceveranno questo provvedimento nasconde una vera e propria beffa. Questi infatti, oltre a non vedersi attribuire neppure un centesimo dal governo, saranno addirittura chiamati a pagare più tasse e a ricevere meno servizi per finanziare la manovra stessa. Per tutti gli altri invece gli 80 euro entreranno dalla porta e usciranno dalla finestra. Il bonus è solo un'illusione.

Non possiamo permettere che una volta di più Renzi si nasconda dietro agli 80 euro. Non possiamo e non dobbiamo farci incantare, siamo a un punto cruciale per dare una vera svolta al nostro Paese, per rendere effettivamente al popolo quella sovranità assoluta che gli riconosce l'articolo 1 della nostra Costituzione. Non possiamo accontentarci di questa mancetta, non umiliamoci, continuiamo a pensare in grande e a sognare in grande, per un futuro diverso. Ce lo meritiamo.

8 commenti:

  1. 3.500.000 di voti ma solo dal PD per cui non c'è nulla di Democratico per l'Italia è un banchetto solo vostro ! :-(

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    1. poco più di 2,5 milioni (solo PD) su un corpo elettorale di 47.160.244.
      Che fa la bellezza del 6%. questo Governa l'italia con i voti del 6% del paese giunti tra l'altro solo da una parte (circa 25%) e nemmeno in maniera univoca

      Un clemente mastella qualunque avrebbe avuto più titolo a votare dall'alto del suo 2\3% DI CONSENSO POPOLARE:

      MA poi mi chiedo perchè Renzi si ed Io no?

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  2. Speriamo che il #vinciamonoi si traduca in un dato di fatto, altrimenti stavolta l'Italia è finita. La formula Alfano+Renzi ha già dimostrato un potere distruttivo senza pari, a cominciare dalla vergognosa legge sulla casa.

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  3. Anch'io lo penso e condivido, ma grazie per la chiarezza

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  4. e' questione di tempo!.......il castello gli sta crollando sotto i piedi!

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  5. Io il 26 ritiro il passaporto e se rimangono sempre questi prendo la residenza a capo verde,io di tasse x questo paese che non mi rappresenta più ne o già pagate abbastanza,Alessandro

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  6. popolo ITALIANO ALLA RIVOLUZIONE D'ITALIA ,CHIARO W L'ITALIA

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  7. Pian piano stanno finendo tutti in galera.... il più onesto ha violentato sua madre... sono una gabbia di mafiosi, ladroni, infami e miserabili oltre a tutti i privilegi, i mega stipendi, gli sconti ecc ecc... questi intascano 10 volte tanto dalle tangenti, sono disgustosi, per questo motivo il 25 devono sparire come topi di fogna quali sono....

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