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mercoledì 4 giugno 2014

La grande menzogna dietro ai falsi tagli in Rai

In questi giorni le maggiori testate giornalistiche nazionali sono tutte unite contro quello che sembra ormai diventato il nemico pubblico numero 1: la RAI. Ovviamente, come sempre accade in questi casi, l'opinione pubblica segue a ruota. Lo stesso Matteo Renzi, riferendosi allo sciopero annunciato ai dipendenti Rai per il prossimo 19 giugno, è arrivato addirittura ad affermare: "Mi spiace solo che se l'avessero annunciato durante le elezioni prendevo il 42,8 per cento", e probabilmente ha anche ragione. Il problema però è che l'informazione che ci viene propinata è sempre incompleta e faziosa, quindi è passato il messaggio che il governo vuole finalmente ridurre sprechi e privilegi della RAI, e che chiunque in questi giorni stia tentando di opporsi alla manovra è solo un parassita che tenta di difendere il proprio posto al sole.

Prima di illustrare i motivi per cui questa rappresentazione della realtà è totalmente distorta, tenete presente che chi scrive è assolutamente convinto della necessità di una profonda riforma della televisione pubblica. E' assolutamente inaccettabile, infatti, che un servizio televisivo pubblico arrivi a censurare dei contenuti, come nel clamoroso caso dell'intervista all'eurodeputata tedesca Ska Keller (approfondisci qui), o a mandare in onda spot palesemente propagandistici in piena campagna elettorale pre-europee (lo denunciammo in questo articolo). Onestamente riteniamo siano queste le politiche RAI che più dovrebbero inquietarci, perchè ne va della democrazia, altro che sprechi.

Detto questo andiamo ora a vedere perchè la "lotta agli sprechi" annunciata da Renzi, e poi osannata da tutta la stampa, è solo facile populismo che nasconde ben altri interessi. E' immediato, infatti, rendersi conto che i 150 milioni che il governo pretende dalla RAI per finanziare "i famosi 80 euro" non perverranno affatto da una revisione delle spesa, bensì dalla svendita di patrimonio pubblico. E' proprio lo stesso articolo 21 del DL irpef, così come emendato al Senato, a non lasciare spazio a dubbi, prevedendo esplicitamente che i 150 milioni potranno essere recuperati dalla vendita di quote di Rai Way. E se ancora non dovesse bastare, è lo stesso Presidente del Consiglio, in occasione del Festival dell'Economia di Trento, a ribadire il concetto: "Mi fanno la polemica per i 150 milioni quando sono lì: basta fare l’operazione Ray Way. Il governo non ha imposto un’operazione di tagli difficili e complicati, ma ha legittimamente disposto la vendita di un asset". Capito? Il governo non ha imposto un'operazione di tagli, ma di vendita di un asset. Più chiaro di così... 

Una volta appurato che l'intera campagna mediatica in favore del governo è fondata, in realtà, su una colossale menzogna, dentro di noi dovrebbe scattare in automatico una domandina: perchè? Beh, evidentemente perchè la vendita di Rai Way è qualcosa che è meglio far passare sotto silenzio. Ma la domanda che ci sorge spontanea a questo punto è sempre la stessa: perchè? Questa volta, prima di rispondere, dobbiamo andare a vedere cos'è effettivamente Rai Way e di cosa si occupa.

Ray Way è la società, appartenente al gruppo RAI, che possiede e cura la manutenzione delle torri di trasmissione del segnale radiotelevisivo RAI. Ma non basta. Siccome la convenzione con lo Stato obbliga la RAI a garantire la trasmissione del segnale con un ripetitore ogni 300.000 abitanti, oggi la rete di torri Rai Way è talmente capillare che nessun altro operatore, televisivo o telefonico, può raggiungere in modo così incisivo tutto il Paese. Tra l'altro, proprio grazie alla loro capillare distribuzione sul territorio, le torri Rai Way potrebbero essere utilizzate per coprire con il wifi tutto il territorio nazionale. Il progetto, come racconta questo articolo del Fatto Quotidiano, è pronto già dal 2006 e la sua realizzazione comporterebbe costi minimi. Inutile precisare che, stante la natura pubblica del progetto, tale servizio potrebbe essere erogato gratuitamente dallo Stato. Lo stesso discorso vale inoltre per l'alta velocità per telefonini, il famoso 4G, che potrebbe essere sostenuto tranquillamente dalle torri Rai Way. Ma c'è di più: le torri Rai Way sono nevralgiche anche per la sicurezza nazionale. Su quei tralicci infatti ci sono impianti delle Forze dell'Ordine, dei Servizi Segreti, dell'Esercito, della Protezione Civile, della Banca d'Italia, del 118, dei Vigili del fuoco, della Presidenza della Repubblica e della Capitaneria di porto. Durante momenti particolari (ad esempio quando ci fu l’attacco Nato nei paesi dell’ex Jugoslavia), tutti gli impianti principali di Rai Way, per motivi di sicurezza, furono addirittura presidiati dall’esercito, proprio perché utilizzati anche per comunicazioni strategiche. 

Stiamo parlando, insomma, di un patrimonio nazionale di incredibile valore strategico e tecnologico. Ma anche da un punto di vista economico la vendita di Rai Way sarebbe una vera e propria follia. Si tratta di una società che ha sempre prodotto utili e che nel 2013 ha fatto registrare un profitto di oltre 11 milioni di euro. Inoltre gli impianti sono stati recentemente modernizzati (digitalizzazione e cablatura in fibra) per un investimento totale di circa 700 milioni di euro, sborsati integralmente dalla RAI senza alcun aiuto da parte dello Stato. Non dimentichiamo poi che, anche dal punto del consumatore, vendere Rai Way ad un soggetto privato sarebbe decisamente controproducente, visto che risulta particolarmente difficile credere che questo, una volta completati gli interventi rimasti per coprire con il wifi tutto il territorio nazionale, sarebbe disposto ad offrire gratis il servizio. Ma oltre al danno, anche la beffa: se la Rai si privasse delle proprie torri il nuovo proprietario sarebbe libero di fissare un prezzo a proprio piacimento per l'uso delle frequenze, che evidentemente si rifletterebbe sul canone.

Capito perchè il nostro Presidente del Consiglio, con complici i media, ha deciso di nascondere tutta la manovra sotto il menzognero slogan "lotta agli sprechi"? Se avesse dichiarato di voler dare un patrimonio nazionale come Rai Way, oltretutto redditizio, in mano a dei privati, solo per poter finanziare la propria campagna elettorale pre-europee (gli 80 euro sono questo), secondo voi avrebbe avuto lo stesso impatto positivo sull'opinione pubblica? Ovviamente no. 

Ma manca ancora un pezzo a questo puzzle: perchè proprio Rai Way? Se volesse svendere solo per far cassa e tener fede alle proprie promesse elettorali, Renzi avrebbe potuto tranquillamente scegliere una tra le tante società in perdita della RAI, o perlomeno ne avrebbe potuta scegliere una non altrettanto importante per la collettività. Perchè scegliere proprio Rai Way? Una scelta tanto scriteriata ha tutta l'aria di essere un "favore" a qualcuno, per esempio a Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset e interessatissimo ad entrare nel mercato del 4G. Del resto è proprio con lui che Renzi ha siglato quel riservatissimo accordo passato alla storia come "il patto del Nazareno". E poi è stato lo stesso Fedele Confalonieri, in occasione dell'assemblea degli azionisti Mediaset dello scorso 29 aprile, a parlare dell'interesse ad acquisire altre torri. Tutte coincidenze? L'unica certezza è che una rete di trasmissione tanto capillare come quella di Rai Way, in grado di diffondere in prospettiva anche i segnali wifi e 4G su tutto il territorio italiano ad oneri contenutissimi, fa gola a molti. E raramente, in queste situazioni, prevale l'interesse pubblico.

10 commenti:

  1. Aggiungo alcuni dati su RaiWay: 2300 stazioni controllate, di cui circa 400 fuori convenzione Rai-Stato (quindi di sicuro non interesse per futuri privati), alcuni che servono specificatamente piccoli comuni montani di poche decine di abitanti (chiaro esempio di servizio pubblico al di là degli specifici obblighi). Stazioni principali e rete di trasmissione controllate h24 da remoto con specifici centri nazionali di controllo, con squadre di pronto intervento e manutenzione sparse su tutto il territorio nazionale per garantire continuità al servizio da tutte le 2300 stazioni. Ciò nonostante organici continuamente ridotti (oggi circa 650 unità la stragrande maggioranza tecnici specializzati di elevata professionalità, circa 100 in meno rispetto alla sua nascita). Solo una dozzina di dirigenti e nessun giornalista. Organici complessivi competitivi anche con gli analoghi privati (EI Towers ha pressoché lo stesso organico e quasi il doppio di dirigenti). Società sempre in utile da quando è nata nel 2000 (in totale ha prodotto circa 132 mln in 13 anni di bilanci).

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  2. Il mitico WiFi di stato RAI: nel valhalla delle bufale grilline secondo solo alla washball!

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    1. Innanzi tutto dispiace constatare che un articolo complesso come questo possa venire etichettato come "bufala grillina" così superficialmente. In secondo luogo ti facciamo notare che la fonte di questo notizia, a cui abbiamo rimandato anche con un link, è il Fatto Quotidiano. Non ci pare che sia un giornale affiliato al M5S. E il professor Marco Mellia del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino ha confermato che il progetto è tecnicamente fattibile e comporterebbe costi aggiuntivi minimi. Anche lui grillino? O forse tu hai una preparazione migliore in materia? Prima di sparare accuse a vanvera sul lavoro altrui proviamo a informarci meglio.

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    2. Tanto per chiarire e informare ancora il fantastico ministero del tesoro, che incassa il canone e tramite una legge è obbligato a finanziare il servizio pubblico e quindi a versare il contributo alle testate giornalistiche, è in debito con la Rai di 2 Miliardi di euro, visto che dal 2005 non versa internamente la quota.Il nostro caro Renzi non poteva proporre che i 150 Milioni fossero scalati dal debito del ministero con la Rai? Poi non è stato detto che Rai way vale sul mercato circa 600 Milioni senza calcolare l'adeguamento dei lavori effettuati per passare al digitale e lo stato che fa? Svende a 150 Milioni per far acquistare a poco prezzo quello che vale un'infinità di soldi e un potere tecnologico enorme? Senza calcolare che l'80% dei terreni dove sorgono i tralicci, sono di proprietà della Rai e fanno schizzare il valore di Rai way a 900 Milioni....quindi oltre ad essere una truffa per favorire Berlusconi e tutta la combriccola, visto che il maggior concorrrente all'acquisto è proprio Mediobanca del gruppo Mediaset, bisogna tener conto che Renzi ha parlato di eliminare le sedi regionali, nodo strategico ed essenziale per un'informazione veloce e capillare sul territorio....questo perché eliminando le sedi regionali, i tg per arrivare sul posto dovranno appoggiarsi a reti locali spesso di proprietà di mafiosi di turno collusi con politizi consenzienti. ...risultato? Appalti per i servizi tg ai privati e a costi che ci scommetto la testa saranno il triplo di adesso.....La Rai è un'enorme meccanismo per far si che i politici rubino soldi allo stato in modo più che legale....Simone

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    3. La copertura del wifi si può dare con la tecnologia wimax che copre solo piccole aree a macchia di leopardo in corrispondenza del trasmettitore e con una banda condivisa (quindi molti utenti collegati, poca disponibilità di banda). La conformazione della rete di trasmissione Rai non è, per sua natura, così capillare (cellulare) quindi non adatta alla trasmissione del wimax. Inoltre occorrerebbe comunque una licenza e una infrastruttura. Un altro metodo per fornire il wifi è quello in uso in molti comuni d'Italia, dove in particolari luoghi (piazza principale o luogo di pubblico interesse) viene messo un hotspot come quello che si ha a casa per dare comunque una copertura estremamente limitata, sempre con i limiti della banda condivisa. Si potrebbe infine dedicare un canale DVB (quello del digitale terrestre) solo per internet ma la banda è limitata a 20 Mbps e ovviamente andrebbe condivisa tra le migliaia di persone che volessero collegarsi: come non averlo. In tutti i casi occorrerebbe comunque una infrastruttura per la gestione e distribuzione di internet e questo, per ora, non è nella mission Rai.

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    4. Qui il punto è che è semplicemente folle decidere di svendere (perchè di questo si tratta, come ha precisato anche Simone nel commento qui sopra) un asset come Rai Way, fondamentale per la collettività, solo per recuperare una manciata di milioni. In ogni caso, sia che il progetto wifi si concretizzi o meno, si tratta di una truffa a noi cittadini. Per il resto quello di cui parli tu lo abbiamo letto in vari blog, ma pareri più autorevoli, come il prof. Mellia, sostengono che sia tecnicamente fattibile. Ovvio che la Rai ancora non abbia una infrastruttura per la gestione di internet e attualmente non è nella sua mission: si tratta di entrare in un nuovo mercato! E per quanto riguarda le infrastrutture per la distribuzione di internet i costi aggiuntivi sarebbero minimi, dato che il grosso è costituito dalle torri rai way. Ma ripetiamo, a nostro parere svendere Rai Way è un errore clamoroso a prescindere dalla realizzazione di tale progetto, che rappresenta solo un altro buon motivo in più per opporsi a una truffa del genere. Perchè Renzi e i giornali non dicono chiaramente che il governo vuole svendere Rai Way? Perchè continuano a parlare di "lotta agli sprechi"? La malafede secondo noi è fuori discussione.

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