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sabato 9 agosto 2014

La verità sul TTIP e gli OGM

Il governo Renzi, tra i vari obiettivi del semestre europeo a guida italiana, ha annunciato quello di voler accelerare le negoziazioni per giungere alla stipulazione del Trattato Transatlantico (TTIP).

Come avevamo già scritto in questo articolo si tratta di un accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti. In pratica, se oggi abbiamo un mercato unico europeo, dopo la ratifica di questo Trattato avremo un mercato unico euro-americano. Vi avevamo già fatto presente, nell'articolo linckato qui sopra, come una delle tante conseguenze nefaste di un simile accordo sarebbe l'obbligo, per tutti i Paesi dell'Unione Europea, di adeguarsi alla regolamentazione sulla tutela del consumatore e dell'ambiente attualmente vigente negli USA, ben meno stringente di quella comunitaria. Tra i tanti accorgimenti che i nostri governanti dovrebbero prendere a tal fine, in questo articolo vogliamo trattare la questione dei cibi OGM, molto discussa ma purtroppo ancora troppo poco conosciuta (come spesso accade quando di mezzo ci sono interessi economici molto importanti).

OGM sta per "Organismo Geneticamente Modificato", e le pratiche che permettono di giungere alla creazione di questi OGM consistono essenzialmente nell'inserire, all'interno del materiale genetico di un organismo pre-esistente, dei geni appartenenti ad altri organismi. Si tratta, in sostanza, di realizzare degli incroci genetici in laboratorio. L'attuale regolamentazione comunitaria in materia, data la relativa novità di tali tecniche, attualmente è basata sul principio di precauzione, e quindi opta per una politica cautelativa e prudenziale, riconoscendo in simili pratiche l'esistenza di controversie scientifiche. Per dirlo in parole molto semplici, il principio di precauzione potrebbe tradursi nell'aforisma: "Prevenire è meglio che curare", ed è evidente che in un ambito come quello degli OGM, specie in campo agro-alimentare, dove a rischio ci sono sia la salute umana che l'ambiente, un siffatto principio potrebbe rivelarsi prezioso. Da tener presente poi che tale principio non vieta a prescindere le pratiche OGM, ma le sottopone semplicemente ad un controllo scientifico e politico preventivo. Insomma, semplice buon senso, e non mero proibizionismo come una certa propaganda vorrebbe farci erroneamente pensare.

Oltretutto va considerato che anche i presunti benefici derivanti da tali colture sono ricoperti da un alone di mistero. Questi perlopiù sarebbero dati dalla possibilità, per i coltivatori diretti, di poter contare su piante più resistenti a virus, pesticidi, erbicidi, ai funghi (per il tabacco), alla siccità e al gelo. Inoltre i prodotti OGM in alcuni casi potrebbero essere arricchiti nei valori nutrizionali e dotati di una maggiore conservabilità. Molto bene, ma allora perchè le multinazionali americane (ricordiamo che gli USA sono il maggior produttore mondiale di OGM) temono così tanto il principio di precauzione vigente nell'Unione Europea? In fondo se i benefici sono così evidenti, e i rischi nullli come dicono, di cosa si preoccupano? L'Unione Europea ha già autorizzato la produzione di cinque varietà di mais e due di colza OGM, quindi ha dimostrato di non aver alcun pregiudizio verso queste tecniche. Onestamente, anche dal punto di vista delle multinazionali, non riusciamo a trovare un solo motivo razionale per cui dovremmo rinunciare al principio di precauzione.

Ma a ben pensarci, se per i consumatori finali lo sdoganamento indiscriminato degli OGM rappresenterebbe, appunto, solo un pericolo, per le multinazionali americane questo rappresenterebbe invece un'enorme opportunità di fare profitti pressochè illimitati. Ed ecco dove casca l'asino. Dovete sapere che le sementi OGM producono piante sterili, che non sono in grado di riprodursi insomma. Quindi, per ogni nuova semina, i coltivatori diretti devono obbligatoriamente rivolgersi nuovamente alla multinazionale di turno, per sempre. Vi rendete conto di quali interessi abbiano queste gigantesche aziende a creare una dipendenza da acquisto di sementi OGM, sottraendo agli agricoltori ogni autonomia? Non deve stupire allora che capiti di leggere dichiarazioni come quella della scienziata Elena Cattaneo, che sul Sole 24 Ore arriva addirittura ad affermare che gli italiani sono incompetenti perchè preferiscono i pesticidi agli OGM. In fondo il metodo di propaganda commerciale utilizzato da queste grandi corporations è sempre lo stesso, quello che da Bernays in poi non ha fatto altro che instillare nuovi bisogni nei consumatori semplicemente facendo leva su istinti irrazionali come la paura e creando sensazioni di inadeguatezza nel pubblico. Della serie: "Tu fai schifo, ma se fai come dico io, se compri i miei prodotti, allora sarai degno di stima". (A tal proposito comunque vi consigliamo la lettura di questo nostro articolo).

E' evidente che ad un'analisi razionale l'Unione Europea, e in primis l'Italia, non dovrebbero aver alcun interesse nello sdoganamento totale degli OGM. Chiunque dica il contrario è incompetente, o semplicemente in malafede. In primo luogo perchè come si è visto il principio di precauzione non si traduce in mero proibizionismo, ma in naturale buon senso. In secondo luogo, da un punto di vista economico e culturale, bisogna considerare l'impatto che le colutre OGM avrebbero sul nostro settore agro-alimentare qualora la propaganda mediatica dovesse vincere sulle menti di elettori e consumatori. Coltivare OGM potrebbe forse avere un senso in Groenlandia, in aree ad intensa siccità come la California, ma farlo in Europa è una vera e propria follia. Prendiamo l'esempio dell'Italia: di punto in bianco tutto il nostro made in Italy in ambito agro-alimentare perderebbe ogni valore. I nostri migliori prodotti, quelli che da tutto il mondo ci invidiano e sono disposti a pagare oro per acquistare, i nostri DOC (denominazione di origine controllata), i nostri DOP (denominazione di origine protetta), i nostri I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta), i nostri S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita), tutto questo patrimonio inestimabile derivante da condizioni climatiche e tradizioni millenarie irreplicabili verrebbe spazzato via in un secondo. E il tutto con estrema superficialità, solo perchè i media main stream continuano a ripeterci quanto noi siamo pigri e arretrati e quanto all'estero siano innovativi e moderni. 

E allora dobbiamo lottare contro questo patto scelerato che Matteo Renzi sembra avere tutte le intenzioni di voler firmare al più presto. E non dovrebbe essere un interesse solamente italiano, ma europeo. La forza dell'Europa sono le sue peculiarità regionali, le sue tradizioni, che in millenni di storia hanno raggiunto livelli qualitativi tali da far impallidire qualsiasi OGM freddamente riprodotto in laboratorio da scienziati in camice bianco. Perchè dovremmo rinunciare alla nostra ricchissima storia solo per abbassarci al livello di popoli che in fondo una vera e propria storia non ce l'hanno mai avuta? Loro non hanno nulla da difendere, ma noi europei, al contrario di quanto vorrebbero farci credere, sì. Cerchiamo di fare un'informazione corretta, di sbugiardare lucidamente e con la massima razionalità e oggettività la propaganda commerciale, creiamo una massa critica contro questo Trattato che di fatto decreterà la morte dell'Europa. 

Speriamo vi rendiate conto dell'enorme responsabilità che pesa sulle nostre spalle. Siamo gli ultimi rimasti.

3 commenti:

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