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giovedì 28 agosto 2014

Modello consumistico: come sfruttarlo a nostro favore!

La vera dittatura oggi, prima ancora che politica, è senza dubbio economica. Mentre infatti in tempi di elezioni ancora ci ricordiamo che la scelta sta a noi, e che quindi un potere effettivo è nelle nostre mani, lo stesso accade sempre più raramente quando c'è da mettere mano al portafogli.

Una volta era la domanda a generare l'offerta. Quindi, se un'ampia fetta di popolazione si rendeva conto di nutrire un bisogno ancora insoddisfatto, prima o poi sarebbe saltato fuori qualcuno ad offrir loro proprio quel bene o servizio in grado di soddisfare quello stesso bisogno. Oggi invece, con la nascita del modello consumistico (su cui vi invitiamo a leggere questo nostro precedente articolo), la situazione  si è ribaltata. Grazie a tecniche persuasive sempre più affinate e ad un bombardamento pubblicitario ormai incessante sono gli stessi produttori di beni e servizi ad inculcare nelle nostre menti nuovi bisogni, di cui noi non avvertivamo l'esigenza. Certo, anche in politica il marketing è un elemento sempre più importante, ma questa è una naturale conseguenza di quanto detto finora. Se vogliamo risolvere il problema è necessario agire alla radice.

Noi cittadini e consumatori dobbiamo innanzi tutto ricordarci che ogni giorno esercitiamo un enorme potere sull'indirizzamento della società. Non ci credete? Allora ve lo dimostriamo. Come saprete oggi tutto il sistema è mosso da un unico incentivo: il profitto. E indovinate chi è che permette a queste enormi corporations, che spendono patrimoni in campagne pubblicitarie mastodontiche, di ottenere profitti da far impallidire intere nazioni? Esatto, proprio noi, con le nostre scelte di consumo.

Ma come possiamo fare ad esercitare consapevolmente questo potere? Una buona strategia per non cadere nel tranello propagandistico quando ci rechiamo a fare compere, secondo noi, potrebbe essere quella di vedere ogni singola banconota che teniamo nel portafogli come un voto da esercitare, un voto che in una società di mercato come quella in cui viviamo vale anche più di una scheda elettorale. Una volta presa coscienza di questo sarà automatico divenire più propensi ad informarsi sull'etica, sui processi produttivi e sulla storia di quelle aziende a cui si è ormai abituati a dare soldi quasi inconsapevolmente, guidati da un ragionamento tipo: "Ah, sì, questo marchio l'ho visto in TV, deve essere buono!". Tra l'altro sappiate che di solito è proprio il contrario. E poi indovinate chi è che paga le campagne pubblicitarie milionarie e i testimonials di lusso di queste società? Esatto, proprio noi, con i nostri acquisti. Insomma, oltre al danno anche la beffa.

Oggi, con internet, recuperare informazioni è sempre più alla portata di chiunque, e fare qualche ricerca perlomeno su quei marchi che ci rendiamo conto di acquistare più spesso, per rendere la nostra spesa e il nostro shopping più consapevoli, sarebbe già un ottimo inizio. Potremmo accorgerci che fino a ieri abbiamo finanziato lo sfruttamento minorile, la distruzione dell'ambiente, o addirittura abbiamo acquistato prodotti dannosi per la nostra salute o destinati a deperirsi in tempi brevissimi per il fenomeno dell'obsolescenza programmata. Ma anche solo avere un occhio di riguardo per il made in Italy, quello vero, fatto con passione e autenticità, di questi tempi non sarebbe una cattiva idea. Insomma, ognuno può scegliere i propri criteri, ma l'importante è averne!

Va da sè che naturale conseguenza derivante da una tale presa di coscienza da parte dei consumatori sarebbe quella di rilanciare finalmente il concetto di "meritocrazia". Venute meno le armi della persuasione e della propaganda infatti ogni produttore sarebbe obbligato ad ottenere la nostra approvazione e la nostra fiducia, generando benefici per l'intera società. 

Nelle nostre mani abbiamo un grandissimo potere, è ora di assumercene la responsabilità!

4 commenti:

  1. Ottimo articolo
    cantonenordovest

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